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la bonifica e lo smaltimento amianto di w.p.s.

Trattamenti a norma di legge per eliminare tutte le sostanze nocive

Bonifica e rimozione amianto

La Wps, iscritta all’albo gestori ambientali, è autorizzata ad operare nel campo della rimozione, bonifica e smaltimento amianto, secondo le vigenti normative in materia, con proprio personale specializzato e formato per tale incarico.

Solo aziende specializzate nella bonifica, incapsulamento e smantellamento di strutture di amianto sono oggi in grado di procedere all’eliminazione del problema in modo sicuro. La ditta W.P.S. è da tempo impegnata in attività di bonifica di amianto di strutture e terreni. L’azienda bergamasca opera anche nelle province di Como e Brescia effettuando tutti i servizi con la massima qualità e risultati garantiti, certificati e a norma. Il trattamento prevede 3 fasi:

 

  • la stabilizzazione delle fibre di amianto tramite resine sintetiche
  • la rimozione dell'amianto
  • il trasporto e lo smaltimento nelle discariche di competenza

L'obiettivo delle operazioni preliminari è impedire la loro dispersione delle polveri di amianto nell’ambiente. La ditta effettua questo trattamento con prodotti penetranti che ne inglobano le fibre, creando una pellicola di protezione sulla superficie esposta, il tutto avviene con nebulizzatori a bassa pressione per evitare che l'impatto tra il getto del fluido e la superficie da trattare faccia disperdere le fibre nell'aria.

Oltre alla rimozione, che viene effettuata sulle strutture e coperture in cemento-amianto (Eternit) in stato di degrado, l'azienda si occupa anche della bonifica, copertura e incapsulamento delle strutture di amianto che sono ancora in buone condizioni. La W.P.S. esegue la bonifica nel rispetto di tutte le normative a tutela dell’operatore e dell'ambiente.

 

Incapsulamento Eternit su tetti e altre coperture

L'impresa W.P.S., consolidata realtà con sede nei pressi di Bergamo, può effettuare con grande professionalità interventi di incapsulamento delle lastre su tetti in eternit, solai, controsoffitti, pilastri e vasche, con le protezioni previste per legge. In caso di ristrutturazione di coperture per l’edilizia civile o industriale, l’azienda è in grado di offrire un servizio chiavi in mano che prevede:

  • il sopralluogo
  • l’analisi del rilievo e il preventivo
  • la bonifica e lo smantellamento con incapsulamento delle strutture di amianto
  • lo smaltimento
  • la verifica finale e rilascio di attestazioni e certificazioni di garanzia


W.P.S. grazie all’esperienza, alle attrezzature impiegate e al continuo lavoro di aggiornamento e specializzazione offre i propri servizi anche nelle province di Monza e Lodi.

W.P.S. srl
V. Xxv Aprile 6
Grassobbio (bg), 24050 Italia
035 335713
035 3843663

Cos'è l'amianto e quali sono i rischi

In natura l'amianto è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l’uso in molti paesi. Le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l’asbestosi, nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare.
Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell’aria non sia pericolosa; teoricamente l’inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre patologie mortali, tuttavia un’esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle.


L’amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per produrre la miscela cemento-amianto (il cui nome commerciale era Eternit) per la coibentazione di edifici, tetti, navi (ad esempio le portaerei classe Clemenceau), treni; come materiale per l’edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. Inoltre, la polvere di amianto è stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei vini.

Divieto d’uso in Italia


L’impiego dell’amianto è fuori legge in Italia dal 1992. La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti l’estrazione e la lavorazione dell’asbesto, è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti all’amianto. All’art. 13 essa ha introdotto diversi benefici consistenti sostanzialmente in una rivalutazione contributiva del 50% ai fini pensionistici dei periodi lavorativi comportanti un’esposizione al minerale nocivo.
In particolare, tale beneficio è stato previsto: per i lavoratori di cave e miniere di amianto, a prescindere dalla durata dell’esposizione; per i lavoratori che abbiano contratto una malattia professionale asbesto-correlata in riferimento al periodo di comprovata esposizione; per tutti i lavoratori che siano stati esposti per un periodo superiore ai 10 anni.

 

Dati statistici sulle malattie professionali

 

L’asbestosi è stata la prima malattia professionale amianto-correlata riconosciuta dall’INAIL; dal 1994 sono altresì tabellate come tali anche il mesotelioma (pleurico, pericardico e peritoneale) ed il carcinoma polmonare.
Le zone con mortalità da amianto più elevata sono la provincia di Gorizia e Trieste nel nord est, gran parte della Liguria, Genova e soprattutto La Spezia e la provincia di Alessandria nel nord ovest, Massa Carrara, Livorno e Pistoia al centro, Taranto a sud, in Sicilia a Siracusa con lo stabilimento Eternit. Sono quasi tutte zone costiere con cantieri navali e porti. L’unica provincia non costiera è quella di Alessandria, dove è situato Casale Monferrato, sede per circa 80 anni di una grande fabbrica di cemento-amianto.
Dal 1992 al giugno 2005, le domande presentate per andare in pensione usufruendo del beneficio di legge, sono state circa 71000 in Liguria (1 ogni 20 abitanti). I numeri sono sensibilmente più alti se confrontati con quelli del vicino Piemonte, la seconda regione più colpita in Italia, che ha circa 43000 domande (1 ogni 100 abitanti). Un prepensionato per amianto costa in media allo Stato 250000 euro (18000 solo nel 2006).

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